
I CALENDARI DEL CIRCOLO PARROCCHIALE A.N.S.P.I.
Nei primi anni del 2000 il Circolo Parrocchiale A.N.S.P. I. ha dato vita ad un'intensa attività culturale sfociata, tra l'altro, nella pubblicazione annuale di calendari arricchiti da preziose schede documentali sulla storia e sul passato del paese, accompagnate da suggestive immagini che ritraggono la vita, i luoghi e le persone della comunità planargese.
In queste pagine si possono consultare e leggere alcuni di questi preziosi documenti e ammirare le splendide foto storiche.
CALENDARIO 2002 - "Una cartolina da Tresnuraghes"
La copertina
Bennalzu - 9 Gennaio 1388
Nella Chiesa di San Giovanni Battista di Magomadas, alla presenza del Procuradore del circondario Barisonus de Simala abitante a Tresnuraghes e del castellano del Castello Serravalle di Bosa, si riuniscono i rappresentanti dei paesi della contrada della Planargia. Lo scopo è di sottoscrivere lìaccordo di pace stipulato da Eleonora d'Arborea e Giovanni I, re di Castiglia e Leon. Per Tresnuraghes sono presenti il majore de villa Thoma de Simala, i giurati Gregorio de Logu, Nicolao de Serra, Nicolao Solinas, Leonardo de Roma e Francisco Sotgiu e gli abitanti Joanne de Simala e Tetro de Roma.
Frealzu - 4 - 21 Febbraio 1880
Rischia di interrompersi la lunga trattativa, iniziata negli anni settanta del 1800 per l'acquisto dei locali da adibire a casa comunale. E' quanto si rileva da uno scambio di lettere dal tono deciso tra l'acquirente Comune di Tresnuraghes e un rappresentante dei proprietari, gli eredi Ricciu – De Schreiber. Questi ultimi ritengono troppo bassa la cifra di perizia (7.435 lire e 20 centesimi) dell'immobile, corrispondente al sito dell'attuale casa municipale e allora denominato contrada "Sa Bicocca". Scongiurata la rottura e dopo un'ulteriore estenuante trattativa, il 22 maggio 1882 le parti convengono finalmente di concludere l'operazione firmando una scrittura privata nell'aula comunale. L'accordo prevede per il Comune di Tresnuraghes una spesa così ripartita: lire 1.200 di capitale censuario da corrispondere al Capitolo della Cattedrale e al Seminario Tridentino di Bosa; lire 3.000 in un' unica soluzione all'erede Donna Paolica. De Schreiber e a suo marito Tomaso Serra, lire 4.000 all'erede Efisia Ricciu e al marito Antonio Luigi Solinas, residenti a Bosa, in quattro rate annuali con l'interesse scalare del 5%.
L'intero immobile conta dieci vani a piano terreno, due cortili, un orto, un pozzo accessibile direttamente dalla casa, dall'orto e dai cortili ed una superficie totale di 837,60 metri quadrati.
MALTU - 13 MARZO 1885
Il Senato del Regno d'Italia approva definitivamente la legge per la costruzione delle reti ferroviarie secondarie sarde, tra cui quella della Macomer-Bosa. Già nel 1882, il Consiglio comunale di Tresnuraghes aveva stabilito di dare il terreno per la realizzazione della stazione e la posa in opera dei binari. Sorgono subito i primi contrasti sulla ubicazione del tracciato. Resta agli atti la vicenda della decisa richiesta del Comune di Cuglieri per sollecitare il passaggio della linea nelle vicinanze del suo territorio, presso Sennariolo. I lavori iniziano quasi subito e si concludono con l'inaugurazione della tratta Macomer-Bosa il 26 dicembre 1888. Già le alluvioni del 1889 e il ciclone del novembre 1890 in parte distruggono le opere o le danneggiano gravemente. Calamità naturali che si ripetono anche l'8 ottobre 1898, quando ancora un ciclone interrompe la linea nel tratto Tresnuraghes-Bosa.
Il 27 maggio 1926 si tiene a Macomer una grande manifestazione a sostegno della richiesta di passaggio allo stato delle ferrovie in concessione. L'obiettivo della rivendicazione è di togliere la gestione dalle mani dei privati, accusati di badare più alle cospicue sovvenzioni dello Stato che alla qualità dl servizio reso all'utenza. Aderiscono ben 93 paesi tra i quali Tresnuraghes, Bosa, Sindia, Cuglieri e Scano Montiferro. Dal 21 febbraio 1935 entrano in funzione le nuove automotrici "Emmine", col fine di portare il tempo di percorrenza sull'intera tratta Nuoro-Macomer-Bosa da tre ore e venti minuti a un'ora e quaranta minuti. Il conte Ugo Pasquini, amministratore delegato delle ferrovie, il 15 giugno 1937 presenta le nuove "littorine" Fiat, che da lì a poco avrebbero ultreriormente migliorato il servizio. Un decreto del giugno 1981 del Ministro dei Trasporti le sopprime.
APRILE - 6 Aprile 1832
Da "mastro" Peppe Canetto, proveniente da Bosa e dalla tresnuraghese "signora" Maria Antonia Fenu, nasce Luigi Canetto destinato a diventare famoso e rispettato avvocato.. Iniziato gli studi primari probabilmente a Tresnuraghes, prosegue quelli secondari a Bosa o ad Oristano e li conclude con la laurea nella Facoltà di Leggi a Cagliari intorno alla metà del 1850. Esercita subito l'attività forense a Cagliari ed Oristano. E' ammiratore e amico di Giovanni Battista Tuveri. Sposa la bosana Giovannangela Spada; gli anni 1867-1868 con la moglie e le figlie Maria e Giovannina lo vedono a Firenze. Qui frequenta gli ambienti dell'estremismo democratico e conosce Giorgio Asproni e la famiglia del rivoluzionario Michele Bakunin. La figlia Maria sposa il figlio di quest'ultimo, Carlo. Si affilia alla massoneria. In questo periodo appare nelle prime pagine di tutti i giornali italiani e anche in quelli esteri per il famoso processo Mortara, del quale alla fine dimostra l'innocenza dall'accusa del delitto della propria serva. Nel 1879 difende con successo il vescovo di Bosa Eugenio Cano con cui era in rapporti di familiarità. La causa è contro la confraternita del Carmelo di Santulussurgiu che pretendeva la più totale autonomia di gestione dal vescovo e dal vicario parrocchiale.
Si trasferisce a Roma e consolida la sua fama di penalista di grido. Partecipa ripetutamente alle elezioni per la Camera dei Deputati, ma non riesce mai ad essere eletto. E' giornalista polemico e brillante. Nel 1880, a Roma, fonda il settimanale "La Vendetta forense" divenendone proprietario e direttore. Nel 1873 acquista dal Demanio più di duemila ettari di pascolo e terreni aratori nel monte Minerva per creare un moderno allevamento di bestiame, migliorandone la razza con l'introduzione di capi selezionati. A Tresnuraghes sostiene la creazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso, della quale diventa presidente onorario; ne scrive lo statuto che pubblica a sue spese nel 1891, a Roma dove muore l'11 agosto 1893.
MAGGIU
5 MAGGIO 1878
Il vescovo Eugenio Cano a Tresnuraghes va dal Sindaco Giovanni Gaetano Cavia, incaricato di favorire un incontro con il prete tresnuraghese Angelo Cossu, che non si fa vedere all'appuntamento. Angelo Cossu, nato a Yresnuraghes il 6 marzo 1832 da Giovanni Cossu Deriu e Maria Simana Lai, è considerato un ribelle per la sua appartenenza al protestantesimo evangelico, le tesi sull'inesistenza del peccato originale e del primato del pontefice e della nocività del battesimo praticato sui bambini appena nati. Il vescovo vuole discutere con il Cossu di questi temi e di altri, contenuti nei diversi opuscoli da lui pubblicati. Temi che suscitano reazioni forti e disorientamento negli ambienti del clero di Tresnuraghes e Bosa e nei fedeli.
21 MAGGIO 1836
Con apposito editto il re Carlo Alberto istituisce gli uffici giudiziari mandamentali, ciascuno di essi facente capo ad un Giudice. Quello della Planargia, la cui estensione territoriale corrisponde a quella della vecchia Curatoria e dipende dal tribunale di Oristano, ha sede a Tresnuraghes come capoluogo e comprende anche Magomadas, Modolo, Sagama, Sindia, Suni e Tinnura.
Dall'ottobre del 1861 diventa, come gli altri, sede di Pretura e capoluogo di circoscrizione elettorale per le elezioni provinciali. Il Comune di Tresnuraghes disponendo solo di locali in affitto anche per la propria sede, tra mille difficoltà, adatta a questo uso una parte di essi; sranzia inoltre 1.097 lire per arredarli.
LAMPADAS 25/26 Giugno 1868
Il Consiglio Comunale e la Commissione Montuaria di Tresnuraghes sanciscono la fine del Monte granatico per utilizzarne i fondi nella realizzazione delle Scuole, del cimitero e di alcune strade Comunali. Già otto anni prima una parte dei locali dello stesso Monte granatico (le due stanze demolite poste a fianco de "Su Palatteddu" e di fronte alla Chiesa Parrocchiale), erano state adattate per ospitare due classi, una maschile e una femminile. Primi maestri i sacerdoti Lorenzo Mastinu e Battista Peralta. Il primo aprile 1869 Vittorio Emanuele II con un decreto emanato in Firenze, allora capitale d'Italia, accoglie le richieste del Comune di Tresnuraghes e approva la soppressione del Monte. Il prodotto dei fondi del medesimo dovrà essere imegnato in buoni del Tesoro i quali saranno poi utolizzati nella costruzione delle anzidette opere pubbliche.
TRIULAS 22 LUGLIO 1868
Si tiene nella casa comunale, sotto forma di una gara d'appalto per la costruzione del nuovo orologio sul campanile della parrocchiale di San Giorgio. Vi partecipano Gaetano Manca di Tresnuraghes per conto dell'orologiaio Antonio Chessa di Osilo e Pietro Luigi Pontis, orologiaio residente a Cuglieri. Quest'ultimo, dopo una gara serrata, propone il ribasso decisivo di 68 lire e si aggiudica la realizzazione dell'opera per 1632 lire.
AUSTU 30-31 AGOSTO 1816
Durante un temporale estivo, un fulmine danneggia seriamente il campanile e la volta della Parrocchiale di San Giorgio. La vecchia chiesa è simile nelle dimensioni a quella attuale ed ha un solo campanile. Ha cappelle dedicate ai santi Gavino, Ciriaco, Martino, Sebastiano, Antonio di Padova e a Nostra Signora del Rosario e delle Raccomandate. Si fanno subito elementari interventi di consolidamento per evitare ulteriori pericoli, ma la struttura ha bisogno di ben altro. Il vescovo bosano Francesco Maria Tola, dopo che il Comune di Tresnuraghes si impegna a concorrere in parte della spesa, accoglie la sua sollecitazione a procedere ad una vera e propria riedificazione dell'edificio di culto. Solo il 31 marzo 1835 può stipulare il contratto con l'architetto Antonio Bachisio Pinna, anche lui bosano di nascita ma residente a Cagliari.
Stanzia quattromila scudi dai fondi del Seminario e i lavori iniziano subito dopo, nonostante l'opposizione del muratore sassarese Vittorio Fogu, concorrente del Pinna. Si concludono nel 1838; nel 1839 avviene la riedificazione dell'altare maggiore. Il costo finale delle opere sarà di 6.000 scudi, pari a 15.000 lire sarde. La consacrazione della chiesa avviene solo il 19 agosto 1949, quando il vescovo mons. Frazioli depone nell'altare di San Giorgio le relique dei martiri Giusta, Colombano e Antioco.
CABIDANNI 8 SETTEMBRE 1867
Il consiglio della confraternita di Santa Croce, per ovviare alla demolizione di una parte della chiesa per l'ampliamento della nuova strada nazionale ("s'istradone"), delibera di far costruire il cappellone laterale. L'assemblea scarta un precedente progetto di prolungamento dell'oratorio e dispone una spesa ulteriore di 50 lire per l'inserimento nella nuova facciata di quadrettoni di pietra rossa di Bosa da parte dell'impresario bosano Francesco Pitzolu. Per pagare l'intera opera non sono sufficienti i fondi della confraternita, la quale si vede costretta a contrarre un mutuo di settecentocinquanta lire per saldare l'impresario.
I lavori si concludono nel febbraio del 1869.
SANTU AINE 16 OTTOBRE 1842
Don Battista De Schreiber sposa Donna Cicita, figlia diciasettenne del notaio lussurgese Efisio Ricciu, segretario e scrivano del Mandamento di Tresnuraghes e giunto in paese subito dopo il 1835. Don Battista, anche lui residente a Tresnuraghes, è il figlio di Don Paolo De Schreiber, originario di Genova e ricoperto di onorificenze e alti incarichi: Maggiore delle Regie Armate e decorato della Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; una volta giunto in Sardegna ed aver sposato Donna Caterinangela Cugurra, è nominato prima comandante della città e Circondario di Oristano e subito dopo di Carloforte.
Il notaio Ricciu possiede in paese terre e due grandi case: una nella contrada "Sa Bicocca" che i suoi eredi, prima affittano e poi, nel 1882, vendono al Comune di Tresnuraghes per la realizzazione della sede civica; l'altra nella contrada di San Lorenzo, per ristrutturare la quale il 26 gennaio 1844 chiede un prestito all'Oratorio di Santa Croce, e precisamente all'allora priore e genero Don Battista De Schreiber.
Il matrimonio De Schreiber-Ricciu è sfortunato. Donna Cicita, infatti, muore ventenne l'11 maggio 1845 ed è sepolta nella chiesa rurale di Santa Maria de Idili.
SANT'ANDRIA 2 NOVEMBRE 1810
La fine di una nave da guerra spagnola lunga più di sessanta metri armata di 74 cannoni e diversi mortai, dà inizio alla storia a lungo ammantata di leggenda della località di "Sa balca ilfatta". I Vencedor, questo il nome dell'imbarcazione, alle undici e mezzo del mattino cede alla furia del mare in tempesta nel tratto di spiaggia tra Badd'Ena e Columbargia.
Lo scafo si sfascia e molti marinai si fanno prendere dalla paura e dalla fretta. Non aspettano ad imbarcarsi su scialuppe e zattere e si lanciano fretolosamente in acqua. Quattordici di essi, dei settanta che formano l'equipaggio, muoiono nell'abbandonare la nave, mentre gli altri toccano fortunatamente la spiaggia che da allora sarebbe stata chiamata con il nome della loro tragica avventura.
NADALE 1 DICEMBRE 1792
Il vicario parrocchiale Francesco Leonardo Sanna di Santu Lussurgiu saluta l'arrivo del nuovo organo della parrocchiale di San Giorgio, acquistato per la somma ottantatrè scudi e costruito nello stesso anno probabilmente nella bottega di Cuglieri dell'organaro di scuola napoletana Blas Navarru.
Lo strumento accompagna con solennità le funzioni natalizie di quell'anno. Subito dopo è istitutito un servizio d'organo che durerà fino a tutto l'Ottocento. Al tempo del vescovo Francesco Maria Tola (Bosa 1753-1853) l'organista percepisce un compenso di 30 lire sarde.
Subisce un importante restauro nel 1899. Intorno al 1965, già parzialmente compromesso nel suo funzionamento, è relegato nel magazzino della parrocchia. Si presenta ormai in pessime condizioni quando poco più di trent'anni dopo il maestro organaro svizzero Thomas Walti ne inizia l'opera di recupero. I lavori si concludono nel 1999 e "sos organos" ritornano al loro antico splendore di suoni.
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